lunedì 12 maggio 2014

Privacy Day Forum 2014, le minacce reali vengono dal mondo virtuale


Al CNR di Pisa, gli esperti di privacy puntano il dito verso i social network e chiedono nuove regole per la protezione dei dati.  Nonostante l'approvazione definitiva del regolamento europeo sulla protezione dei dati si faccia attendere da due anni, il 4° Privacy Day Forum organizzato da Federprivacy registra una presenza di 500 addetti ai lavori accorsi da tutta Italia nella città della torre pendente per fare il punto della situazione ed orientarsi in vista dei prossimi sviluppi normativi, che promettono una svolta epocale con l'entrata in vigore di nuove regole che saranno identiche e direttamente applicabili in tutti e 28 stati membri UE.
Quello che è emerso dal dibattito moderato dalla giornalista Roberta Pagnetti, é che quella in ballo è tutt'altro che una questione di poco conto, perchè mentre l'iter della normativa alterna fasi di accelerazione a momenti di incertezza, il progresso della tecnologia, che è il veicolo più potente dei flussi di dati personali, galoppa senza tregua, rischiando di lasciare dietro di sè un vuoto troppo grande da colmare di cui i colossi del web possono approfittare per utilizzare a loro piacimento le informazioni personali degli utenti, i cybercriminali traggono enormi vantaggi dal fatto che in assenza di regole rigide e attuali le imprese tendono a trascurare l'adozione di misure di sicurezza diventando spesso inconsapevolmente vulnerabili ad attacchi di hacker senza scrupoli, il tutto a danno del cittadino, quale diretto interessato. 

Dopo il benvenuto dell'Ing. Ottavio Zirilli, direttore del CNR di Pisa, l'apertura dei lavori è stata svolta a cura dell'Avv. Rosario Imperiali, riguardo alla necessità di vedere a breve nuove regole in materia di data protection, ha detto che "occorre un nuovo patto, che richiede una iniezione etica". Per il Garante della protezione dei dati personali, è intervenuta la prof.ssa Licia Califano, membro del collegio guidato da Antonello Soro, che parlando del difficile equilibrio tra apertura alle nuove tecnologie e la tutela dell'interessato. 

Al centro dell'attenzione, Francesco Pizzetti, presidente del Garante nello scorso settennato, che ha fatto una panoramica sulla figura del Responsabile della protezione dei dati (il c.d. privacy officer), che ha posto l'accento sull'importanza del ruolo, che può essere ricoperto solo da veri esperti della materia, avendo l'arduo compito di garantire nell'azienda in cui opera l'adozione delle misure di sicurezza, e applicare le future regole dettate dal regolamento europeo, operando con piena autonomia ed indipendenza, per questo non è possibile pensare a un data protection officer formato con un corso di formazione di tre o quattro giorni, ma deve possedere alte competenze comprovate così come richiesto dalle stesse regole che saranno dettate da Bruxelles.


Pizzetti, ha auspicato che il regolamento venga approvato a breve, tuttavia, ove ciò non avvenisse, "sarebbe carino" che l'Italia pensasse di avere un ruolo attivo in occasione del semestre di presidenza dell'Unione Europea, e in caso di una fase di stagnazione, il nostro governo potrebbe pensare di intervenire a livello locale mettendo mano al nostro attuale impianto normativo. Ad aprire il dibattito della tavola rotonda istituzionale sulla videosorveglianza nei luoghi pubblici e di lavoro, è stato invece il prefetto Francesco Tagliente, che ha ricordato come "l'anagrafe delle telecamere è una risorsa preziosa per la sicurezza". Alla tavola rotonda, condotta da Antonio Ciccia, hanno partecipato anche Claudio Filippi del Garante, la direttrice della DTL di Pisa Anna Maria Venezia, il direttore del CNR Ottavio Zirilli, e Massimiliano Troilo di Hikvision Italy.

"Questa edizione del Privacy Day Forum al CNR ha segnato un significativo salto di qualità - ha detto Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy - sia per la prestigiosa collaborazione con l'Area della Ricerca di Pisa, sia perchè finalmente siamo riusciti a lanciare un messaggio importante, cioè che la privacy non è burocrazia, ma un diritto fondamentale del cittadino, e la normativa in materia serve per tutelare il cittadino, e non deve essere considerata come un fastidioso onere che comporta costi superflui per le imprese, ma un valore aggiunto a protezione dei dati che sono veri e propri asset." 

Umberto Rapetto, dopo aver tenuto una speciale lezione dedicata a 50 studenti arrivati delle quarte classi dell'Istituto Luigi di Savoia di Rieti, con una aula in realtà gremita da oltre 100 partecipanti con altri professionisti che non hanno voluto perdere l'intervento dello "sceriffo del web", è stato uno trai principali protagonisti del Privacy Day Forum di quest'anno con il suo intervento "Internet & Privacy: la minaccia virtuale è sempre più reale". Rapetto non ha nascosto la sua sincera preoccupazione sul futuro della sfera personale dei singoli cittadini e su quello delle aziende alle prese con la minaccia incombente di spionaggio industriale e commerciale ogni giorno più aggressivo ed efficace. 

“Le carenze culturali e organizzative, insieme alla lentezza della produzione normativa che non riesce a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica, sono una ferita difficile da rimarginare: le violazioni dalla riservatezza crescono in misura esponenziale e la diffusione irrefrenabile di dispositivi mobili incrementa la vulnerabilità senza che aumenti minimamente la sensibilità individuale o collettiva". A proposito dei sempre più diffusi codici QR, lo sceriffo del web ha detto: “Quei quadrati che vengono ripresi e scannerizzati con la fotocamera degli smartphone, consentendo di raggiungere siti web e ottenere informazioni senza alcuno sforzo da parte dell’utente, possono contenere istruzioni malevole e attivare azioni indesiderate con pregiudizio di chi casca in un invito apparentemente innocuo”. 

Altro ospite di spicco, dagli USA il prof. Alessandro Acquisti, che insegna economia della privacy all’Heinz College della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Il Prof. Alessandro Acquisti, uno dei cossidetti “cervelli in fuga” dall’Italia, oggi docente di economia della privacy negli USA all’Heinz College della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha presentato invece un quadro da brivido: egli ha infatti ridefinito le convinzioni abituali intorno al senso comune della privacy, ad esempio mediante i dispositivi che sfruttano tecnologie di realtà aumentata, integrati con un software di riconoscimento facciale neanche troppo complesso, chi ci guarderà attraverso un paio di lenti, (come i discussi Google Glass), potrà ricavare tutta una serie di informazioni, anche sensibili, dai nostri profili su Facebook, su altri social-network, o disseminati da qualche altre parte nella rete, visualizzandoli in tempo reale sui propri occhiali per mettere a nudo tutti i nostri gusti e le nostre abitudini. Fonte: Federprivacy

Nessun commento:

Posta un commento