venerdì 10 febbraio 2012

Chiusura Megaupload: ritorna Megavideo? No, è una truffa su Facebook


Dopo la chiusura del portale Megaupload e l'arresto del fondatore Kim Schimtz, qualcuno ha avuto la "brillante" idea di creare delle pagine su Facebook che avviserebbero del ritorno del sito Megavideo. Questo perchè l'Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, insieme a Megaupload.com ha chiuso anche Megavideo.com. Ovviamente si tratta d'una truffa ma purtroppo non sono pochi coloro che vi sono caduti (e continuano a caderci). Nei post individuati da Protezione Account si legge: "MEGAVIDEO RITORNA ECCO IL LINK-->http://www.facebook.com/pages/Megavideo-Ritorna-Ecco-il-link/***************?sk=app_190322544333196

Versione vecchio profilo



Versione Timeline


Se clicchiamo sul link veniamo rimandati alla pagina scam su Facebook di benvenuto, dove si legge: "Per reindirizzarti al sito clicca su tutti questi tasti 'mi piace'


Come in altre truffe si invita l'utente a cliccare su un numero considerevole di "Like" (ne abbiamo contati almeno 80!)  per poi chiedere di aggiornare la pagina con F5

Dopo aver effettuato la procedura ed aggiornata la pagina apparirà un iFrame HTML che racchiude un noto sito web esterno di immagini animate (GIF)


Di seguito un frammento del codice HTML dell'iFrame nella pagina di Welcome su Facebook


Naturalmente di link che riportano ad un fantomatico Megavideo nemmeno l'ombra.


Coloro che sono caduti nella trappola devo andare sulla falsa pagina Facebook di benvenuto, passare il mouse sui pulsanti "Mi piace" e cliccare sulla "X" per rimuovere la propria preferenza. Ovviamente bisognerà andare anche sulla bacheca per rimuovere il post. Consigliamo inoltre di verificare le proprie iscrizioni alle pagine andando sul link delle connessioni, ripristinato recentemente da Facebook. Ricordiamo che i servizi che ospitano i dati di Megaupload hanno deciso di conservare il materiale ancora per qualche giorno, nel frattempo che Rothken, l'avvocato di Megaupload, sta cercando di trovare un accordo col Governo americano sul mancato pagamento degli hosting alle società.

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