venerdì 25 novembre 2011

Bufala: Governo Monti sta emanando la tassa sugli animali domestici


Un nuovo messaggio allarmante sta invadendo le bacheche di pagine, gruppi e profili su Facebook. Ma non solo, perchè anche sul Web non si parla d'altro. Il messaggio che si legge (in varie forme) avviserebbe dell'imminente tassazione degli animali domestici per uscire dalla crisi economica del paese. Secondo il messaggio, ogni famiglia dovrebbe pagare una tassa su ciascun animale posseduto. 

Facendo un salto nel passato, come leggiamo su Wikipedia: "l'imposta sui cani era un tributo comunale italiano istituito con regio decreto n. 1393 del 1918, modificato e reso obbligatorio in tutti i comuni con decreto n. 1175 del 1931 e definitivamente abrogato con la riforma tributaria del 1974". Inizialmente era stata ideata per motivi sanitari e disciplinare il possesso degli animali, istituendo un vero controllo sanitario. Si faceva anche una distinzione di categoria tra cani di lusso o da compagnia, cani da caccia e da guardia e cani adibiti alla custodia di edifici e di greggi o tenuti a scopo commerciale.

Ma tornando ai giorni nostri, l'appello che sta circolando in Rete recita testualmente: "CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell'aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA". Premesso che discutere di qualcosa è un discorso, ma dare per certo una voce che trae origine da chissà quale presunta "fonte" e diffonderla nella forma sopra citata non ha alcun senso, cerchiamo di far chiarezza.

Come nelle più classiche Catene di S. Antonio, non viene citata alcuna fonte o riferimento credibile. Come scrive Paolo Attivissimo sul suo blog: "al momento non c'è alcuna 'legge sugli animali domestici' emanata o ipotizzata dal governo Monti". Il messaggio nasce probabilmente dall'interpretazione di un articolo del Corriere della Sera del 27 ottobre 2011 firmato da Danilo Mainardi, in cui Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi), dichiara amareggiato che "tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all'Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d' affezione". 

La critica al redditometro da parte dell'Anmvi era stata ampliamente descritta in un post sul sito dell'Associazione con data antecedente a quella del Corriere e precisamente il 26 ottobre 2011. Un'altra possibile origine, continua Paolo Attivissimo, è l'articolo di Tecnologia-ambiente.it del 23 novembre 2011, che ipotizzava una presunta "tassa sui cani" in quanto considerati "beni di lusso" ma poi è stato rettificato per chiarire appunto che non si tratta di una tassa ma di una inclusione nel redditometro. 

A sua volta, questo articolo citava una petizione su Petizionionline.it che invece non è stata rettificata. Stessa cosa per la versione online di Leggo.it, che nel suo articolo parla atttualmente della "tassa" sugli animali domestici come se fosse un dato di fatto. Inoltre c'è un'altra petizione su Firmiamo.it. A tal proposito ricordiamo che le petizioni online non hanno alcun valore legale, dato che non ci sono (rispetto a quelle fisiche) le firme in originale. Le petizioni online inoltre possono essere utilizzate per inviare spam, dato che chiunque può accedere ai dati dei sottoscrittori quali nome, cognome, email, ecc.

Altra fonte che parla di tassa (comunale) sugli animali ed in particolare sui cani è Sanremonews.it. In un articolo del 21 novembre 2011, viene ipotizzata dal Comune di sanremo una tassa dedicata ai cani ed ai loro proprietari. Ma come puntualizza il Consigliere Comunale Elio Bossi: "quella per i cani non è in realtà una tassa, ma la possibilità di aderire ad una serie di servizi per gli animali". 

Si tratterrebbe dell'acquisto volontario di una card, per una cifra simbolica che sarà individuata nell'ordine di 10-20 euro, che permetterà l'accesso ad alcune aree studiate per gli animali. Di tassa sui cani (a livello regionale) e che fece scoppiare la polemica si parlava un'anno fà, quando in articolo de La Stampa.it, datato 13 dicembre 2010, si ipotizzava a Bolzano la reintroduzione dell’imposta di 50 euro l’anno per ogni cane. 

La Lav, lega anti vivisezione, aveva subito preso in mano la situazione facendo sentire il proprio "no" nei confronti dell'articolo 25 del disegno di legge regionale per l’Alto Adige-Sudtirolo, come si legge nell'articolo di Virgilio.it. Il 18 dicembre 2010, come riporta Altoadige.gelocal.it, l'emendamento alla proposta di legge fu accolto, stralciando di fatto l'articolo 25 che introduceva la tassa comunale sui cani. Nel 2004, ma fuori dal nostro Paese, il Dipartimento delle finanze e dell’economia del Comune di Besazio (nel Canton Ticino, Svizzera) richiamò la legge concernente l’imposta sui cani del 24 novembre 1980, come possiamo leggere in questo documento PDF. 

Per concludere, prima di diffondere certe notizie (che vengono puntualmente riproposte) attraverso copia/incolla su Facebook o in qualsiasi altra parte del Web, senza un'attenta verifica e senza corredarle da fonti precise (ad esempio proposte di legge o documenti ufficiali) è da incoscienti e non fa altro che alimentare malumore ed odio, in questo caso nei confronti del nuovo Governo. Non condividete solo perchè una notizia allarmante appare "verosimilmente" reale. In questo modo non sarete complici "ignari" di coloro che vogliono "divertirsi" alle vostre spalle o che hanno subdoli scopi.

5 commenti:

  1. Che culo! Il mio gatto è morto ieri sera!
    Scusate l'ironia macabra..

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  2. Ma poi che rabbia questi copia e incolla alla cieca.
    Il bello è che non si insospettiscono!!! Puzza di ca***ta da un miglio di distanza.

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  3. Gli utenti preferiscono queste bufale alle reali notizie

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