lunedì 14 marzo 2011

Giappone, come aiutare concretamente via Web le vittime del sisma


Anche il Web si mobilita per il Giappone devastato dal terremoto e dallo tsunami. Tutti i big della tecnologia, da Apple a Google, con i social media in primo piano, hanno rapidamente offerto spazi e pagine dedicate per fare donazioni online: chiunque può dare una mano, partendo anche da piccole cifre, per aiutare a raccogliere fondi destinati alla ricostruzione per quella che il premier Naoto Kan ha definito l'emergenza più grave dalla Seconda guerra mondiale.

Apple ha allestito su iTunes una opzione che permette agli utenti registrati di donare da 5 a 200 dollari alla Croce rossa americana, semplicemente cliccando sulla quantità desiderata. Microsoft ha scelto un approccio differente, annunciando attraverso Bing su twitter di voler donare 100mila dollari per il Giappone, a patto che gli utenti ri-twittassero il suo messaggio originale, pagando un dollaro per diffonderlo. 

Mossa che ha attirato diverse critiche al gigante del software, accusato di voler sfruttare la campagna per fare marketing, costringendo poi l'azienda a scusarsi e destinare immediatamente la somma prevista, indipendentemente dai messaggi twitter degli altri utenti. Su Facebook la Croce rossa ha promosso attraverso la funzione Causes una raccolta di fondi, puntando in un primo momento a raggiungere 25mila dollari. Cifra ampiamente superata nel giro di poche ore, grazie alla generosità dei navigatori, che ha permesso di arrivare rapidamente oltre 75mila dollari. Si può anche donare in modo più tradizionale, via sms.


Pure i giochi online fanno la loro parte. Zynga, la più grande azienda di gaming online già nota per il suo impegno nel sociale, spera di arrivare a 2 milioni di dollari, in collaborazione con il fondo di emergenza per il terremoto in Giappone di Save the Children. Si può contribuire giocando, appunto: basta comprare le patate dolci su CityVille, ravanelli su FarmVille o mucche su FrontierVille.Tutti i proventi degli acquisti virtuali fatti giocando andranno all'organizzazione internazionale in difesa dei bambini e ai suoi sforzi nel Pacifico.


Sempre su Facebook, anche mostrare il proprio gradimento per una pagina con il classico "mi piace" può fare del bene, traducendosi in un'azione concreta. Ogni volta che lo si fa sulla pagina dell'organizzazione no profit Explore, ad esempio, si dona un dollaro alle vittime dello tsunami. Su Twitter, il servizio di micro instant messaging dimostratosi una risorsa insostituibile nelle ultime crisi internazionali e disastri naturali, ognuno può diffondere informazioni utili sulle raccolte di fondi usando gli hashtag, i simboli preceduti dal "cancelletto", che permettono agli utenti di identificare subito l'informazione che si sta cercando. Fra i più seguiti #PrayforJapan e #tsunami


Google ha messo a disposizione fin dai primi momenti della tragedia un servizio per la ricerca delle persone, che ha permesso di lasciare oltre 140mila messaggi di persone che chiedevano notizie dei propri familiari e amici, un mezzo rivelatosi molto utile nell'emergenza. Il sito viene aggiornato di minuto in minuto in giapponese e inglese. Oltre al person finder, il gigante di Mountain View ha allestito una pagina dedicata alla gestione della crisi, in inglese e giapponese, da cui è anche possibile donare direttamente alla Croce rossa giapponese.

Lady Gaga ha disegnato e messo in vendita un braccialetto di gomma bianco con due scritte rosse, in inglese e giapponese, “We pray for Japan” separate dalla sagoma della mano di Lady Gaga, nella tipica posizione ad artiglio di tanti suoi video. I proventi della vendita, lanciata in esclusiva sull'official store del sito LADYGAGA, andranno interamente in un fondo di solidarietà per le popolazioni nipponiche. Il prezzo del braccialetto è di 5 dollari. Non contenta ha donato ben 16 milioni di dollari.


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