martedì 22 marzo 2011

Furti d'identità: i più esposti sono i giovani navigatori della Rete


I giovani saranno anche esperti conoscitori della rete, ma sta di fatto che l'identikit dell'italiano più esposto al furto di identità in Rete è proprio quello di giovani, residente nell'Italia nord occidentale, con un'età compresa tra i 25 e i 30 anni. Con l'evoluzione digitale, si sta assistendo ad una crescita del fenomeno del furto d'identità, inteso come appropriazione indebita di informazioni personali di un soggetto con lo scopo di commettere in suo nome atti illeciti a fini di guadagno personale. Secondo una ricerca realizzata da Cpp Italia, divisione della multinazionale inglese specializzata nella tutela delle carte di credito e dei documenti personali, in collaborazione con Unicri, è a rischio la sicurezza dei dati sensibili non solo di quanti vanno su Internet regolarmente (circa 55%) ma anche coloro che non ci vanno mai (34%). Le aree geografiche più esposte sono soprattutto il Nordovest e il Centro e in misura inferiore il Nordest e il Sud con le Isole. Proseguendo la lettura dei risultati della ricerca di Cpp si evince anche che i più attenti navigatori sono i cittadini con un età compresa tra i 31 e i 40 anni, perchè più smaliziati rispetto ai possibili pericoli del Web.

La minore padronanza di Internet, forse perchè acquisita in età adulta, mette a rischio anche la fascia dei 41-50enni. «La nostra ricerca - spiega Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia - ha rilevato una serie di comportamenti potenzialmente pericolosi, che tutti poniamo in essere ogni giorno. L'82,5%, degli intervistati, ad esempio, rilascia online il proprio nome e cognome. Il 59% mette anche la data di nascita, il 48% anche il proprio indirizzo e il 33% anche il proprio numero di cellulare. Anche se pochi rilasciano tranquillamente il numero della propria carta di credito o il codice Pin». «Tutti questi comportamenti - aggiunge Bruschi - non sono pericolosi in assoluto. A fare la differenza sono i siti Internet sui cui vengono rilasciati i dati. Ad esempio, una nostra intervistata ha raccontato di aver acquistato un'auto online per il proprio figlio. Una volta inviata la foto del vaglia postale, i truffatori hanno immediatamente intascato la somma di 2.500 euro e sono entrati in possesso dei dati personali della famiglia riportati nel vaglia stesso».

«Il consiglio - spiega il manager di Cpp - è quindi sempre quello di prestare attenzione all'attendibilità di chi ci richiede le informazioni e soprattutto di non accedere mai a un sito Internet cliccando su un link presente in una e-mail ricevuta, ma digitare sempre personalmente l'indirizzo: quel link, infatti, potrebbe riportare a un sito «falso» ma con tutte le caratteristiche grafiche di quello originale. Immettendoci i nostri dati, li consegneremmo nelle mani dei truffatori». È preferibile dunque, «non inserire troppi dati personali quando ci si iscrive a un social network e soprattutto meglio utilizzare password differenti per i vari accessi a siti o servizi Internet». Un ultimo aspetto che merita di essere esaminato è quello delle difese adottate in Internet.  Il 92% degli intervistati da Cpp Italia utilizza un antivirus, l'84% cancella le e-mail di sconosciuti, mentre solo il 57% utilizza password differenziate. Una quota di intervistati, compresa tra il 50% e il 54%, utilizza firewall e antispyware o cancella la cronologia del browser e i suoi cookies.

Analizzando lo stato psicologico di chi subisce una frode, Cpp ha rilevato che forte è il sentimento di rabbia, frustrazione e impotenza con risvolti di depressione specie nelle donne. Fra quanti non sono stati vittime di furto di identità, molti hanno dichiarato che sarebbero colti dal panico per le tante cose da fare contemporaneamente e perchè non hanno le idee chiare su tutti i passi da seguire per risolvere il problema. «Molti - conclude Bruschi - non sanno con precisione a chi rivolgersi, oltre che alle forze dell'ordine, e tanti auspicano un maggiore livello di informazioni da parte dei media». Obiettivo di Cpp Identity Protection è soprattutto prevenire il furto dell'identità, mettendo a disposizione del cliente un numero verde che lo guiderà nell'affrontare eventuali chiarimenti e/o dubbi. Nel caso in cui comunque il furto d'identità avvenga, il cliente avrà un'assistenza legale specializzata che lo aiuterà a ripristinare la sua identità nel minor tempo possibile. La polizza inoltre coprirà le spese per il rifacimento dei documenti, per eventuali giorni di lavoro persi e le spese legali necessarie per ripristinare la situazione.

Via: La Stampa

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