lunedì 28 febbraio 2011

La piccola Yara Gambirasio presa di mira da gruppo troll che cambia nome


Si chiamava "Yara Zombie - Anche i morti ballano", il gruppo choc che ha creato scompiglio su Facebook e che violava la Dichiarazione dei diritti e delle Responsabilità di Facebook. Come sempre accade in queste occasioni, anche la morte di una ragazzina, in questo caso Yara Gambirasio, diventa motivo di scherzo e di trovate che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Il gruppo in questione è fondato ed amministrato da una decina di troll, che sono presenti su Facebook con identità fasulle. Si fanno chiamare Vesna Paraflu, Shirubia Khmaey Krahom, MonsieurChaplin Verdeux, Mva HallucinogenMorphine, Kostante Acida e Stephanie Ferri. Ma è inutile cliccare sui loro profili, sono "chiusi" e rigorosamente "falsi". 

La macabra pagina utilizzava il volto della ragazzina di Brembate Sopra in una sorta di locandina di film horror. Con tanto di annuncio-trailer: «Prossimamente nelle migliori sale cinematografiche la triste vicenda di Yara, la campionessa IndeFESSA. La sua promettente carriera non ha fine, nonostante abbia accettato le famose caramelle da uno sconosciuto. Preparatevi ad un suo imminente ritorno, nella rivisitazione del famoso pezzo di un altro morto eccellente. Vedremo Yara interpretare la parte che fu di MJ nel ideo che lo rese celebre: Thriller. Con la partecipazione straordinaria di Barbara D’Urso».


E visto che al cattivo gusto non c’è limite, il gruppo che contava più di 500 membri, è stato indicizzato nelle categorie «Arte-Spettacolo» e «Umorismo», anche se l’umorismo sembrano averlo apprezzato solo coloro che la pagina l’hanno messa in piedi e quelli che vi hanno aderito per convinzione. Molti altri lo hanno fatto solo per potere commentare ed esprimere disgusto. Tanti hanno già segnalato il gruppo e i suoi amministratori allo staff di Facebook. 

Probabilmente verrà rimosso, ma come sempre sarà troppo tardi perché nel frattempo il gruppetto di troll avrà ottenuto lo scopo, ovvero provocare reazioni indignate e di rabbia, incrementando il numero di iscritti e attirando l'attenzione dei media. I post nell’area discussioni e quelli nella bacheca lo dimostrano. Ma il gruppo adesso fà marcia indietro, cambia nome e conta 990 membri. Il nome adesso è "Caso Yara: Tra falso buonismo e moralismo bigotto".


Nelle info leggiamo: «Bene, se siamo giunti fino a questo punto è perchè l'obiettivo degli amministratori del gruppo stato raggiunto. E cioè dimostrare la totale ipocrisia degli iscritti allo stesso, che riescono a piangere solo su direttiva di mamma televisione. E solo per i casi più eclatanti, vedi Taricone, Scazzi, etc.. Ma per i migliaia di morti in Libia, per i bambini che ogni giorno muoiono di fame o vengono maltrattati, gli operai che muoiono quotidianamente sul lavoro per portare a casa la pagnotta, nessun pensiero. Come se scrivere un pensiero o condividere un link buonista possa bastare a farvi guadagnare un posto in paradiso. 

Come al solito, ora ci sono molte persone indignate per sto gruppo, ma non indignate per la speculazione mediatica che ne fanno Barbara D'Urso e company. Ma, come accaduto per Sarah Scazzi, tra una settimana avrete già dimenticato tutto. E farete così morire Yara una seconda volta. I miei complimenti, il "bene" trionfa sempre». Se effettuiamo una ricerca su Google con il nome del vecchio gruppo http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=Yara+Zombie+-+Anche+i+morti+ballano+Facebook ecco cosa otteniamo:


Il gruppo ha chiaramente cambiato nome e dato il breve tempo intercorso tra la creazione del gruppo ed la modifica, se andiamo sulla copia cache di Google otterremo solo l'istantanea di quest'ultima modifica. Ricordiamo che il crawler di Google impiega un certo tempo prima di effettuare la scansione dei siti web e varia in base a diversi parametri. Il consiglio, come abbiamo ripetuto in più occasioni è quello di ignorare questi gruppi e segnalarli attraverso l'apposito pulsante "Segnala gruppo". 

Se vi iscrivete incrementate il numero di iscritti, facendo il loro gioco e fornendo visibilità, con la conseguenza che anche i vostri amici faranno lo stesso. Qualsiasi siano le ragioni che hanno spinto certi utenti a creare delle pagine simili, si tratta comunque di un’idea macabra e vergognosa, che evidenzia come la rete, spesso e volentieri, possa essere usata nel peggiore dei modi a scopo personale, senza alcun tipo di rispetto per il dolore di un’intera famiglia e di quanti hanno avuto modo di conoscere la piccola tredicenne scomparsa tre mesi fa e ritrovata ormai senza vita solo nel pomeriggio di sabato.

5 commenti:

  1. A parte la provocazione choc hanno scritto in seguito cose intelligenti... evidentemente questo vi turba e mette in evidenza le vostre contradizioni per commentare la riflessione che vi brucia!

    RispondiElimina