martedì 8 febbraio 2011

Anche Mark Zuckerberg vittima di pericoloso stalker su Facebook



Una richiesta d'amicizia si è trasformata in breve tempo in un caso di stalking per Mark Zuckerberg, patron di Facebook. Carissimo Mark... Sono stanchissimo e completamente stravolto. Mi dispiace davvero d'importunarti a casa a quest'ora del mattino però, Mark, ti prego, il tempo stringe, ti prego, ho davvero bisogno del tuo aiuto. Per favore rispondi. Rispondi prima che sia troppo tardi: per tutti e due”.

Pradeep Manukonda

Il ventiseienne miliardario ha ottenuto un ordine restrittivo contro un uomo che secondo i suoi avvocati rappresentava una credibile minaccia di violenza e di pericolo imminente per il re dei social network, la sorella Randi e la fidanzata Priscilla Chan. Lo stalker, un americano di origini indiane, che si chiama Pradeep Manukonda, ha sommerso Zuckerberg di mail deliranti usando proprio la casella di Facebook. 

La richiesta era sempre la stessa: «Ho bisogno di denaro, ti prego aiutami». Secondo i documenti legali depositati da Zuckerberg in tribunale e ottenuti dal portale di gossip Tmz.com, il trentunenne stalker ha «seguito», sorvegliato» e «contattato» il Ceo di Facebook «usando modi e linguaggio che hanno compromesso la sua sicurezza personale e quelle della sua ragazza, Priscilla Chan, e della sorella Randi Zuckerberg». Via Facebook, con numerose mail «intimidatorie», e nella vita reale.


In attesa dell'udienza fissata per fine mese un giudice della California ha ordinato per ora a Pradeep Manukona di stare almeno 270 metri lontano da ciascuno dei tre. Alcune fonti di polizia hanno riferito a Tmz che Manukonda sarebbe arrivato in più di un'occasione fino dentro gli uffici californiani di Palo Alto per incontrare di persona il fondatore del social netwok e chiedere soldi spiegando di trovarsi in gravi problemi finanziari. 

A fine gennaio l'uomo è poi stato fermato dagli uomini della sicurezza all'esterno della villetta di Zuckerberg a Palo Alto. A quanto sembra lo stalker avrebbe continuato a cercare dei contatti con il giovane milionario spedendo perfino mazzi di fiori e lettere scritte a mano. Ogni volta con la preghiera di un aiuto economico per sè e la sua famiglia.

Priscilla Chen

Ora, non c'è divo di Hollywood che non abbia avuto a che fare almeno una volta nella vita con il suo “stalker” personale, quel tipo di fan diventato cioè ossessivamente così preso dal suo idolo da trasformarsi nel suo tormento. Una categoria della pop culture che il quotidiano La Repubblica divide baconianamente in due: lo “stalker costruens” e lo “stalker destruens”. L'archetipo, come sempre, sono i Beatles. 

Lo “stalker costruens” è quel fan pacifico che si vede nel film “Imagine” e che si accampa davanti a casa di John Lennon: il santo pacifista del rock naturalmente lo fa accomodare, lo sfama, lo benedice e quello che va via. Lo “stalker destruens” è quello che il 30 dicembre del 1999 fece irruzione in casa di George Harrison cercando di ucciderlo a coltellate. Domanda: che tipo di stalker è Pradeep Manukonda? Tanto per non sbagliare, Zuckerberg si è rivolto alla polizia.

Randi Zuckerberg

Anche perché dopo le prime avances lo scatenatissimo fan “pronto a morire” per Facebook, avrebbe inoltre usato con insistenza proprio la casella di Facebook per chiedere denaro sia a Mark che alla fidanzata. Una di queste lettere recita: «Dedico la mia vita intera al tuo servizio; per favore aiutami, sono pronto a morire per te; queste non sono solo parole…vengono dal mio cuore; per favore comprendi il mio dolore». 

Risultato: una bella ingiunzione a Pradeep di non avvicinarsi a più di 300 metri da casa Zuckerberg: pena, come minimo, l'arresto. Dopo l'ordine del tribunale di non avvicinarsi alla famiglia Zuckerberg, Manukonda ora si difende: «Non ho mai voluto spaventare il Ceo di Facebook, prometto di non disturbarlo più». E aggiunge: «In verità sono un ragazzo tranquillo, mi spiace che Zuckerberg abbia pensato che volessi fargli del male».

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