lunedì 22 novembre 2010

Cartoons come immagini del profilo Facebook e scoppia la polemica


Spopolano in questi giorni sulle pagine Facebook di amici e contatti le foto del profilo con i personaggi dei cartoni animati. Si tratta della nuova iniziativa sociale che coinvolge il sito di Mark Zuckerberg e suggerisce a tutti gli iscritti di sostituire il proprio volto con un’immagine che rappresenta il cartone preferito. Il motivo è sensibilizzare le coscienze sulla settimana dedicata ai diritti d’infanzia dal 15 al 22 novembre, al motto di “Torniamo Bambini“. E l'operazione, senza dubbio, è riuscita. Precedentemente era stata lanciata la campagna  “IO Proteggo i Bambini” di Terre des Hommes, che invitava a cambiare l'immagine del profilo con un fiocco giallo. L'iniziativa ha coinvolto diversi comuni italiani insieme alla ong internazionale, da sempre in prima fila a sostegno dei diritti dei più piccoli. 

Ma dopo l'articolo pubblicato da Ninjia Marketing che, a spingere la campagna "Metti la foto di un cartone animato sul tuo profilo Facebook", sia stato il mega gruppo Camorra and Love, con oltre 860 mila fan, è scoppiato il baillamme in Rete. C'è da sottolineare che finora si tratta della campagna virale più importante e diffusa che sia mai stata lanciata in Italia, ma anche nel resto d'Europa. Senza intraprendere la discussione sulla paternità dell'iniziativa (non ci riguarda), ci soffermiamo ad analizzare l'ultimo, in ordine di tempo, contrasto all'iniziativa. 

Qualcuno ha messo in giro la notizia che la polizia postale ha intercettato, nella mattinata di domenica 21 novembre, un presunto gruppo di pedofili di Bergamo che si camuffano assieme ad altri gruppi di pedofili, approfittando delle immagini dei cartoni animati, per contattare dei minori. Come sempre abbiamo ripetuto, in queste occasioni, quando si effettua una dichiarazione di tale entità, sarebbe bene indicarne fonte e/o riferimenti, documentando i fatti nel limite del possibile. 

Per verificare l'attendibilita' d'una tale affermazione, abbiamo effettuato una ricerca approfondita su Internet, utilizzando la frase 'chiave' e accoppiando in diverso ordine le parole contenute all'interno del periodo. Dunque le abbiamo inserite nel motore di ricerca di Google - che consideriamo tra i più affidabili - estendendo inoltre la ricerca includendo anche i risultati omessi e le voci ottenute sono quelle che potete visualizzare nella figura sottostante.


In pratica, al momento in cui abbiamo redatto il post, non c'è traccia alcuna di questa notizia sul Web, ma da come si evince soltanto su Facebook. Attenendoci ai fatti, non possiamo ritenerla fondata, non tanto per quest'ultima analisi quanto per le ragioni citate prima e cioe' la mancanza di fonti attendibili. E' nota su Facebook la moda di lanciare allarmismi ingiustificati. La consideriamo dunque la solita bufala o catena di S.Antonio, partita chissà per quale motivo. Forse per burla o per creare una sorta di panico sul social network. 

Teniamo a precisare che non ci schieriamo ne dall'una, ne dall'altra parte (se ve ne fossero) ma ci atteniamo ai fatti, come abbiamo sempre fatto. Riguardo all'aspetto puramento tecnico, vogliamo chiarire che un profilo non viene disattivato da Facebook in modo automatico soltanto perchè presenta come immagine del profilo un cartoon. Può essere però segnalato da un utente per immagine del profilo inappropriata o profilo falso, dunque solo su segnalazione da parte di uno o più utenti. 

Riguardo alla storia dei pedofili che usano le immagini dei cartoon per nascondersi o per attirare ragazzini, possiamo affermare che il pedofilo non aspetta queste occasioni per mettere in atto i suoi obiettivi criminosi. Al contrario, una iniziativa di tale portata crea confusione e dunque l'effetto contrario. Dunque nessun aumento di questa tipologia di reati. Discorso diverso per le pagine che utilizzano immagini del profilo pescate in Rete e magari coperti dal diritto d'autore. 

In questo caso il legittimo proprietario può segnalare la foto come violazione della proprietà intellettuale o del diritto di copyright e dunque essere rimossa da Facebook, con conseguente blocco o disattivazione della pagina stessa e dei suoi amministratori, nei casi più estremi. Ritornando alla discussione principale e concludendo, come riporta il Corriere della sera, anche Rita Borsellino ha partecipato all'iniziativa sostituendo la foto del suo profilo su Facebook. «Ho voluto farlo con l’immagine in versione cartoon di mio fratello Paolo e di Giovanni Falcone che grazie all’idea del centro di produzione Larcadarte, sono diventati un cartone animato e la loro storia di bambini diventati uomini è divenuta accessibile ai più piccoli».

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