mercoledì 28 aprile 2010

Giri di denaro dietro le fan page, i gruppi ed i profili Facebook più allettanti


Dopo la notizia dei giorni scorsi, sul presunto furto di account Facebook negli Stati Unti, ecco arrivare la notizia della vendita in Italia delle pagine fan e dei gruppi di Facebook. Il News And Trick Blog, che segue da tempo la vicenda, ha carpito una sorta di listino dei prezzi, che risultano variare a seconda della specificità del target di mercato inquadrato nel gruppo o nella pagina in vendita. Per le pagine generiche (del tipo 1.000.000 di fan entro il 11/11/11) il prezzo medio per fan si aggira sui 0,002€. Questo significa che una pagina con 50.000 fan vale circa 100€. Mentre un target più circoscritto (una fascia di età, un genere musicale ecc.) può far lievitare il prezzo fino a 0,1 euro a fan.

Citando qualche esempio scovato da News And Tricks Blog su un forum che si occupa della compravendita di pubblicità su Facebook, il gruppo "Nessuno ha ancora capito cosa ha di strano questo puffo" è stato venduto partendo da una base d'asta di 50 euro, mentre "Fermiamo il massacro delle balene - servono 10.000.000 di iscritti!!!" ha mosso i sentimenti di oltre 235 mila utenti ed è stato messo in vendita partendo da 100 euro e battuto il 19 aprile scorso presumibilmente su valori ancora più elevati. "Dormo poco e ho sonno. Dormo molto e ho sonno. Che cazzo devo fare?" 720.000 i fan...prezzo di vendita intorno ai 400 euro. Sul forum troviamo la sezione che regola la compravendita della "pubblicità" su Facebook (gruppi e fan page). E' obbligatorio:
  • indicare l'indirizzo del gruppo o della pagina fan oggetto della vendita;
  • indicare una base di prezzo per ogni soluzione in vendita;
  • specificare nel titolo della discussione se si vende o si vuole acquistare
E' vietato:
  • commentare i post di compravendita (prezzi, sito, ecc..) se non si è interessati all'acquisto;
  •  promuovere la vendita di pubblicità all'interno di gruppi e pagine fan create ingannando gli utenti (es. ottieni l'account VIP di facebook, ecc.)
  • rispondere ai propri post con il solo scopo di far guadagnare posizioni alla discussione;
  • replicare ai propri post per comunicare eventuali cambi dell'offerta (es. cambio prezzo);
  • replicare nelle trattative di altri utenti proponendo la propria offerta come "più vantaggiosa";
E' consigliabile:
  • indicare la modalità di pagamento;
  • fornire al potenziale cliente tutte le informazioni utili per valutare la proposta.
A questo punto non sorprenderà sapere che dietro alle fan page di Facebook possono nascondersi truffe o tecniche di phishing. Potrebbe però soprendere scoprire il valore che esse possono raggiungere: come detto, è in corso una gara a fare numero con gli stratagemmi più vari, dagli indovinelli ai vari "Questa pagina avrà più fan di...", il tutto per raggruppare più profili possibile in un dato periodo di tempo. Poi, a volte, la pagina sarà venduta al miglior offerente. Scammer e spammer hanno gioco facile nello sfruttare la pervasività di Facebook ed i raggiri perpetrati via social network assumono le forme più varie. Un classico è "Facebook a pagamento":

dietro il gruppo "Ufficiale facebook a pagamento dal 1 maggio 2010! ecco come evitarlo!!!" (da noi già segnalato) si nasconde, a parer anche di News And Tricks Blog, una sorta di raggiro: nel testo dell'appello è contenuto un indirizzo di un sito in odore di scam, che conterrebbe le indicazioni per rendere il social network gratuito per sempre e che chiede l'inserimento del proprio cellulare (per verificare l'autenticità del profilo) e che rimanda ad uno di quei servizi di abbonamento per le suonerie e wallpapers (con un modico abbonamento di 5 euro a settimana). Ciclicamente, il team di Facebook pensa a far pulizia disattivando le pagine sospettate di questa pratica, spesso su segnalazione degli utenti più smaliziati (anche se in questo caso hanno segnalato noi), perchè, come riportato testualmente nel Warning di Facebook:

La nota "BUFALA: [UFFICIALE] FACEBOOK A PAGAMENTO DAL 1 MAGGIO 2010! ECCO COME EVITARLO!!!" è stata rimossa perché violava le nostre Condizioni d'uso. Tra le altre cose, non sono consentite note che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche le note che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio [...] Se hai domande o dubbi, puoi visitare la nostra pagina delle FAQ all'indirizzo http://www.facebook.com/help/?topic=wnotes.

Ci chiediamo, a questo punto, chi pubblicizza il prodotto o il servizio?! Di certo noi no! Probabilmente, però, avremo generato "messaggi di odio" nei confronti del gruppo segnalato... In generale, invece, quello che fanno le fan page incriminate è vero e proprio data mining, l'attività per cui si ottengono dati relativi a utenti più sprovveduti, che rendono accessibile indirizzo email e altri contatti che hanno un certo valore per spammer e marketing. Oltre alle fan page, poi, sono anche i profili - ovviamente falsi e solitamente femminili - ad avere un appeal economico e ad essere venduti per un prezzo che arriva in media a circa 0,01/0,02 euro ad amico.

Accanto agli annunci di vendita anche i suggerimenti per i possibili utilizzi: incrementare il numero di fan alla vostra pagina, gli utenti di un gruppo, oppure aumentare le visite ad un sito linkandolo nelle bacheche.
Luci e ombre dunque sulla sicurezza Internet in Italia. Ed il nuovo Istr (Internet Security Threath Report), pubblicato in questi giorni da Symantec e relativo al 2009, testimonia alcuni passi in avanti nel nostro Paese (soprattutto per quanto riguarda le attività maligne) ma evidenzia che c'è ancora molto da fare in alcune aree (phishing in primis).

“L'Istr - spiega Antonio Forzieri, Principal Consultant Global Security Services di Symantec - ha rilevato una crescita continua sia del volume sia del grado di complessità degli attacchi informatici”. Tanto che le attività malevoli si sono evolute da semplici truffe a vere e proprie campagne criminali con precisi obiettivi di business. “Stiamo assistendo a una industrializzazione del crimine - continua Forzieri - dove le logiche sono sempre più simili a quelle del mondo imprenditoriale reale”. Il nostro consiglio è quello dunque di prestare la massima attenzione per prima cosa alle proprie impostazioni sulla privacy su Facebook, poi verificare attentamente il gruppo o la pagina alle quali ci si iscrive e non per ultimo stare attenti ai profili con i quali si stringe amicizia.

Via: Punto Informatico

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