giovedì 25 febbraio 2010

I troll informatici ed i gruppi su Facebook cosa sono e perchè nascono


A seguito delle polemiche scoppiate nei giorni scorsi sui gruppi "troll" di Facebook, abbiamo deciso di pubblicare un articolo a riguardo, per chiarire meglio in cosa consiste questo fenomeno. Due degli ultimi esempi di gruppi troll su Facebook che hanno fatto rumore sono stati: "Adotta anche tu un bimbo haitiano morto!" e "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down".

Si parla spesso di troll, ma cosa sono in effetti, quale la loro funzione e le loro attività? Nelle comunità virtuali come newsgroup, forum, social network, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog, troll è definito un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.

I troll non bisogna confonderli con i fake, che rappresentano false identità (persone famose, e così via ). In questo caso, per esempio, un utente finge di essere un certo altro utente più o meno noto alla comunità, assumendone il nickname allo scopo di ottenere qualche vantaggio o operare contro la reputazione del "proprietario" usuale del nickname stesso.

Su Facebook in particolare, i troll, oltre alle attività sopra indicate, svolgono funzione di amministratori in certi gruppi (creati con lo scopo di creare scompiglio), in modo da nascondere il vero profilo dell'amministratore. In questo contesto anche i gruppi vengono definiti  anch'essi come "troll". Uno degli strumenti per combattere i troll è dato dall'indifferenza, ma in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll.

Un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori, mentre su Facebook è possibile segnalarli o bloccarli attraverso l'apposito pulsante segnala/blocca questa persona. Da Wikipedia vi descriviamo le caratteristiche che contraddistinguono i troll.

Alcuni tipi di messaggi e attività associati ai troll:
  • Messaggi offensivi.
  • Messaggi fuori tema.
  • Messaggi intenzionalmente sgarbati o litigiosi.
  • Messaggi contenenti errori ovvi o gravi pecche.
  • Diffondere informazioni private (vere o false) su altri utenti, per alimentare malumori e dissapori.
  • Accendere una flamewar (scambio acceso di opinioni).
  • Mandare lunghi paragrafi copiati da testi, web o quant'altro.
  • Risposte plurime o paranoiche a opinioni personali espresse da singole persone.
  • Lagnanze fuori tema a proposito della propria vita privata (a volte questo è il troll "grido d'aiuto").
  • Sbagliare deliberatamente e ripetutamente a scrivere i nomi delle altre persone per turbarle e/o irritarle nella conversazione.
  • Insultare persone perché non conoscono la grammatica o ignorare volutamente delle regole grammaticali.
  • Ogni combinazione di quello che è scritto sopra. Per esempio un troll combinerà frasi ingiuriose scritte male.

Le principali motivazioni dei troll sono:
  • Divertimento: per certe persone il pensiero che un altro possa arrabbiarsi per le parole di un totale sconosciuto è divertente.
  • Ricerca di attenzione: il troll cerca di dominare la discussione corrente incitando l'astio e dirottando efficacemente l'argomento in oggetto.
  • Attacchi personali contro un particolare utente o gruppo di utenti.
  • Far perdere tempo agli altri: uno dei maggiori temi nel trolleggiare è l'idea che si possa far perdere dieci minuti di tempo a dieci persone spendendo un solo minuto del proprio tempo. Alla maggior parte dei troll piace l'idea di far perdere tempo agli altri con poco o nessuno sforzo da parte loro.
  • Generare un cambiamento nell'opinione degli utenti: un troll può ostentare opinioni estreme per fare in modo che le sue vere opinioni, poi, sembrino moderate. Spesso il troll si serve di altre false identità, inscenando un falso dialogo pubblico.
  • Grido d'aiuto: molti presunti troll, nei loro messaggi, espongono situazioni disperate o di grave disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale, sebbene sia impossibile sapere se siano vere o no.
  • Testare la robustezza di un sistema contro gli attacchi sociali o altre forme di cattivo comportamento: per esempio violare platealmente le regole e i termini di uso per vedere se gli amministratori prendono contromisure e quali.
  • Combattere il "conformismo": molti troll si difendono sostenendo che il gruppo in cui postano è diventato troppo chiuso e conformista, e cercano di rimediare con una "terapia d'urto" scioccando gli altri utenti.
  • Combattere sentimenti di inferiorità o impotenza attraverso l'esperienza di controllare un ambiente.
  • Satira: in questi casi gli utenti non si considerano dei troll ma piuttosto degli umoristi o dei commentatori politici incompresi.

Alla lunga un troll è sempre individuabile, perché tende a reiterare il suo comportamento nel tempo. La soluzione più semplice è ignorare a priori tutte le discussioni proposte da quest'individuo, se possibile metterlo in "ignora", avvisando i nuovi utenti, in modo che non cadano nelle trappole che i troll tendono continuamente.

La saggezza popolare suggerisce agli utenti di evitare di nutrire i troll e di resistere alla tentazione di rispondere. Rispondere a un troll porta inevitabilmente la discussione fuori tema, nello sbigottimento degli osservatori, e fornisce al troll l'attenzione di cui ha bisogno.

Su Facebook, quando appaiono determinati gruppi, la soluzione migliore e non iscriversi e non postare alcun commento in bacheca, perchè questo è "cibo" per i troll ed i loro gruppi. Il consiglio è quello di segnalare il profilo amministratore (ove presente) ed il gruppo, attraverso gli appositi strumenti forniti da Facebook.

8 commenti:

  1. Hai vinto il mongolino d'oro, ora!
    Sei un genio del copia e incolla!

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  2. Marilu, e se anke fosse dove stà il problema? L'importante è divulgare informazioni e consapevolezza nel modo giusto. Non credi?

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  3. Non è un copia incolla e comunque Wikipedia è sotto licenza Creative Commons

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