giovedì 4 giugno 2015

Sophos: classifica dello spam prodotto nel mondo, Italia nella top ten


SophosLabs mantengono una vasta rete di spamtrap che operano in tutto il mondo con il preciso compito di raccogliere lo spam. Nei risultati per il trimestre più recente (gennaio, febbraio e marzo 2015), Sophos ha scoperto che il più grande paese degli spammer nel mondo sono gli Stati Uniti, ancora una volta. Il Vietnam è salito al numero due, seguito da Ucraina, Russia, Corea del Sud e Cina completa la top sei. Sophos presenta la sua classifica dello spam relativa al primo trimestre 2015, l’ormai nota “Spampionship”. Questo poco onorevole ranking analizza la quantità di spam prodotta dai vari Paesi, in termini di volume assoluto e di popolazione.

I paesi che occupano la classifica dello spam in termini di volumi assoluti sono quasi sempre gli stessi dal 2014. Taiwan, in 12° ed ultima posizione nel Q4 del 2014, è uscito dalla graduatoria (è adesso al 18° posto), mentre l’Italia, 15° l’ultima volta, entra in classifica al 9° posto. L'Italia, dunque, entra nella top ten mondiale dello spam. Gli altri 11 paesi sono rimasti gli stessi e si sono semplicemente scambiati le posizioni. La Cina aveva raggiunto la vetta della Spampionship per la prima volta nello scorso trimestre, con un invio di spam pari a un sesto della quantità totale a livello mondiale. I motivi per spiegare l’impennata del volume di spam prodotto dalla Cina non sono del tutto chiari. 


Uno di questi potrebbe essere costituito da una serie di problemi temporanei che ha colpito il Great Firewall, il sistema di sorveglianza di Internet che permette sia di bloccare l’accesso ai siti vietati dal Governo cinese, sia di monitorare il traffico dati in entrata e in uscita dal paese. Il primato in classifica poteva anche significare che la diffusione di Internet in Cina aveva superato quella negli Stati Uniti. Sta di fatto che la Cina è scesa al 6° posto, con un ventesimo dello spam mondiale, mentre gli Stati Uniti sono tornati in prima posizione. Il Vietnam continua la sua scalata, arrivando subito alle spalle degli Stati Uniti.

Vero è che il paese asiatico ha un’economia in espansione, ma la sua popolazione è pari a quella della Germania, che occupa l’ultimo posto della classifica. Si profila così una sorta di sfida per i vietnamiti ovvero l’uscita dalla Spampionship il prima possibile! Se ciò accadesse, sarebbe, in primis, una buona cosa per tutti gli abitanti, visto che ci sarebbero meno malintenzionati a curiosare nei file privati. Sarebbe poi meglio per il Vietnam, che fornirebbe meno appoggio ai cybercriminali, e per tutti noi: meno spam da cui guardarci! A dicembre scorso un messaggio è stato trasmesso a molti utenti di Facebook in Vietnam tramite inbox o app Messenger.

Quando gli amici di Facebook inviano il messaggio, vuol dire che sono stati infettati da un virus. Quando si fa clic, il link incluso nel messaggio indirizza gli utenti a un sito web simile a quello del social network, che chiede di installare un add-on per il proprio browser per guardare un presunto video. Quando si effettua il download dell'add-on il computer viene infettato con il software dannoso. Gli utenti infetti andranno automaticamente a bombardare le persone nelle loro friendlist di Facebook con lo stesso messaggio. La piattaforma, che vanta 1,3 miliardi di utenti in tutto il mondo, rimane un terreno fertile per le applicazioni truffa e per i criminali informatici che con vari trucchi ingannano gli utenti.


Per quanto riguarda il grafico relativo al volume di spam prodotto per abitante, colpisce l’assenza della Svizzera, in una rassicurante 31° posizione, che aveva vinto una poco virtuosa medaglia di bronzo nel Q2 e nel Q3 del 2014, per poi scendere al 12° posto nel Q4. Il caso elvetico potrebbe costituire un incoraggiante esempio per il Vietnam, nella top ten anche di questa classifica. Il paese che complessivamente attira di più l’attenzione è la Moldavia, che è diventata la nazione con la maggiore produzione di spam per abitante. Il dato più preoccupante è che lo spam inviato per persona è addirittura più del doppio di quello della Bulgaria, che sale sul podio per la terza volta consecutiva. 

Secondo SophosLabs, la crescita esponenziale dello spam della Moldavia è dovuta a una sorta di deviazione dallo schema consueto dei computer infettati da zombie e malware. La maggior parte dello spam proviene da un ristretto numero di hosting provider, la cui notevole larghezza di banda disponibile è stata determinante per raggiungere un picco di spam così elevato. La speranza è che gli hosting provider in questione si dedichino ad un’accurata opera di pulizia informatica prima della prossima Spampionship! Desta perplessità anche la posizione di Isreale, quinta negli ultimi tre trimestri. 

Israele è un paese molto sviluppato tecnologicamente, dove negli ultimi due decenni numerose aziende IT hanno trovato terreno fertile per sviluppare valide soluzioni di sicurezza informatica. Ciononostante, il paese continua ad avere un certo peso all’interno della Spampionship. Visto che si tratta di una classifica che nessuno vuole vincere, bisogna trovare un rimedio al più presto. Le ricerche di SophosLab hanno evidenziato che in questo caso non ci sono hosting provider a cui addossare la colpa. È quindi evidente che non ci sono scorciatoie…l’unica soluzione è ripulire tutti i computer! Per farlo è possibile scaricate lo strumento gratuito di rimozione malware di Sohphos, il Free Virus Removal Tool.




Nessun commento:

Posta un commento