sabato 5 luglio 2014

Fortinet rivela risultati indagine Internet of Things: Connected Home


Fortinet®, tra i leader mondiali nella fornitura di soluzioni per la sicurezza di rete ad alte prestazioni, ha presentato i risultati di una survey globale rivolta ai proprietari di abitazioni su questioni chiave riguardanti l'Internet of Things (IoT). Condotto da una società indipendente in 11 paesi, la survey intitolata "Internet of Things: Connected Home" offre una prospettiva globale sull'Internet of Things, su quali questioni in ambito di sicurezza e privacy sono in gioco e su cosa sono disposti a fare i proprietari delle abitazioni per abilitarla.

"La battaglia per l'Internet of Things è appena iniziata. Secondo la società di ricerche di mercato IDC, si prevede che il mercato IoT raggiungerà i 7,1 trilioni di dollari entro il 2020", ha affermato John Maddison, Vicepresidente Marketing di Fortinet. "In ambito di abitazione connessa IoT avranno successo i vendor in grado di offrire un equilibrio tra sicurezza e privacy rispetto a prezzo e funzionalità". Condotta a giugno 2014, la survey ha posto domande a 1.801 proprietari di abitazioni esperti in tecnologia, in merito all'IoT applicato all'abitazione connessa. Ecco i principali risultati emersi dal sondaggio: 

La casa connessa è una realtà - La maggioranza (61%) degli intervistati ritiene "molto probabile" che l'abitazione connessa (un'abitazione in cui elettrodomestici ed elettronica sono collegati direttamente a Internet) diventi una realtà nei prossimi cinque anni. La Cina è al primo posto in questa categoria, con oltre l'84% degli interpellati che ne dichiarano il supporto. 

• Negli Stati Uniti, il 61% ha detto che la casa connessa è estremamente probabile che si verificherà nei prossimi cinque anni.

I proprietari delle abitazioni hanno timori in merito alla violazione dei dati - La maggior parte degli intervistati ha manifestato la preoccupazione che un elettrodomestico connesso possa essere coinvolto nella violazione dei dati o nella divulgazione di informazioni personali riservate. A livello globale, il 69% ha dichiarato di essere "estremamente preoccupato" o "abbastanza preoccupato" su questo argomento. 

• Il 55% degli interpellati nel nostro paese ha dichiarato di essere "estremamente preoccupato" o "abbastanza preoccupato". 

Privacy e fiducia suscitano dubbi - Alla domanda sulla privacy dei dati raccolti, la maggior parte degli intervistati a livello globale ha risposto che "La privacy per me è importante e non mi fido del modo in cui questi dati possano essere utilizzati". L'India è al primo posto con il 63 per cento di risposte a favore di questa affermazione. 

• Il 42 per cento in Italia concorda con l'affermazione. 

La riservatezza dei dati è una questione estremamente sensibile - Per quanto riguarda la privacy, agli interpellati è stato anche chiesto come si sentirebbero se un dispositivo domestico connesso raccogliesse segretamente o in modo anonimo informazioni sull'utente e le condividesse con terzi. La maggioranza (62%) ha risposto "Totalmente oltraggiato ed estremamente irritato al punto da prendere provvedimenti". Le risposte più forti a questo proposito sono state registrate in Sud Africa, Malesia e Stati Uniti. 

• Il 62% degli italiani coinvolti concorda con questa affermazione. 

Gli utenti esigono il controllo su chi può accedere ai dati raccolti - Alla domanda su chi debba avere accesso ai dati raccolti da un elettrodomestico connesso, il 66% ha risposto che solo l'utente stesso o i soggetti ai quali l'utente concede l'autorizzazione devono avere accesso a queste informazioni. Il 74% degli interpellati in Italia desidera il controllo personale dei dati raccolti o dei soggetti ai quali l'utente concede l'autorizzazione. 

• Inoltre, il 31% degli italiani ritiene che il produttore del dispositivo o il relativo ISP dovrebbe avere accesso ai dati raccolti. 


I consumatori richiedono che i dati vengano regolamentati dal governo - Molti intervistati (42%) in tutto il mondo dichiarano che il proprio governo dovrebbe regolamentare i dati raccolti, mentre l'11 per cento sostiene che le norme dovrebbero essere applicate da un'organizzazione indipendente, non governativa.  

• In Italia il 49% ritiene che il governo debba regolamentare i dati raccolti.

I produttori dei dispositivi sono ritenuti i principali responsabili ai fini della sicurezza - Nel caso in cui venga scoperta una vulnerabilità in un dispositivo domestico connesso, il 48% di tutti gli interpellati concorda che il produttore del dispositivo è responsabile degli aggiornamenti o delle applicazioni di patch dei dispositivi. Tuttavia, quasi il 31% ha risposto che "Come proprietario dell'abitazione è mia responsabilità assicurarmi che il dispositivo sia aggiornato". 

• Secondo il 55% degli italiani intervistati la responsabilità è da attribuire al produttore del dispositivo. 

La prossima battaglia all'orizzonte: protezione tramite router domestici o soluzioni clean pipe - Quando ai proprietari delle abitazioni viene chiesto come andrebbero protetti i dispositivi domestici connessi, la divisione a livello globale appare chiara. In proporzioni quasi uguali, hanno risposto "Un router domestico dovrebbe fornire la protezione" o "Il mio provider Internet dovrebbe fornire la protezione". 

• Il 23% degli italiani concorda con la prima affermazione mentre il 21% con la seconda. 

I proprietari di casa sono disposti a pagare il costo di un'abitazione connessa - Alla domanda "Sarebbe disposto ad acquistare un nuovo router wireless ottimizzato per i dispositivi domestici connessi", il 40% ha risposto "sicuramente" e il 48% "forse". In una domanda successiva, oltre il 50% ha dichiarato che pagherebbe di più il servizio Internet per "permettere il funzionamento dei dispositivi connessi" a casa propria. 

• Nel nostro paese il 42% degli intervistati sarebbe disposto a pagare di più. 

Il prezzo è il fattore principale - Nonostante i proprietari di abitazioni esprimano la propensione a pagare di più per abilitare l'abitazione connessa, alla domanda relativa ai fattori che influiscono sulle decisioni di acquisto dei dispositivi domestici connessi, la risposta principale, costante in tutti i paesi, è stata il prezzo, seguito da caratteristiche/funzionalità e marchio del produttore. 

L'Internet of Things promette molti vantaggi per gli utenti finali, ma presenta anche serie sfide in ambito di sicurezza e privacy dei dati", ha concluso Maddison. "Per superare questi ostacoli sarà necessario implementare in modo intelligente diverse tecnologie di sicurezza, incluse autenticazione delle connessioni remote, reti private virtuali tra gli utenti finali e le loro abitazioni connesse, protezione da malware e botnet e sicurezza delle applicazioni, on premises, nel cloud e come soluzione integrata da parte dei produttori di dispositivi". 

Metodologia del sondaggio
La survey "Internet of Things: Connected Home" è stata condotta da GMI, una divisione di Lightspeed Research, fornitore leader di soluzioni tecnologiche e sondaggi online per ricerche di mercato globali. Ogni interpellato ha dichiarato di essere il proprietario di un'abitazione e di avere un’età compresa tra 20 e 50 anni ed è stato identificato come persona in possesso di adeguate competenze tecnologiche. Il sondaggio è stato condotto nei seguenti paesi: Australia, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Malesia, Sud Africa, Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti.

Fortinet 
Fortinet (NASDAQ: FTNT) aiuta a proteggere reti, utenti e dati dalle minacce in continua evoluzione. In qualità di leader globale nella sicurezza di rete ad alte prestazioni, consente alle imprese e ai governi di consolidare e integrare le tecnologie stand-alone senza subire riduzioni di prestazioni. A differenza delle costose, poco flessibili e alternative a basso rendimento, le soluzioni Fortinet consentono ai clienti di abbracciare le nuove tecnologie e opportunità di business, proteggendo i sistemi e i contenuti essenziali. Per ulteriori informazioni, www.fortinet.com.

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