domenica 26 agosto 2012

Crisis: virus per Windows, Mac e smartphone che registra le conversazioni


Crisis, noto anche come Morcut, è un rootkit che infetta macchine sia Windows che Mac OS X utilizzando un falso programma di installazione di Adobe Flash Player. Scoperto nel mese di luglio da Symantec, Kaspersky ha poi riferito che arriva sul computer infetto tramite un file JAR utilizzando tecniche di ingegneria sociale. Nell'esempio portato da Sergey Golovanov di Kaspersky, il trojan Mac viene chiamato Backdoor.OSX.Morcut e viene distribuito per mezzo di un file JAR con il nome AdobeFlashPlayer.jar e firmato da VeriSign Inc.

Se l'utente consente l'esecuzione del file JAR, viene creato il file eseguibile payload.exe in una cartella temporanea e lo avvia. Tuttavia, è ora venuto alla luce che il malware può essere diffuso in quattro ambienti diversi, tra cui le macchine virtuali. Il trojan Crisis ha come obiettivi utenti Windows e Mac OS X ed è in grado di registrare le conversazioni di MSN Messenger, Skype, acquisire il traffico di messaggistica istantanea e tracciare i siti web visitati in Firefox o Safari e gli Url dei browser.


Si sviluppa attraverso attacchi di ingegneria sociale, ovvero cerca di ingannare gli utenti nell'eseguire l'applet Java dell'installer Flash di Adobe, rilevando il sistema operativo, ed eseguendo il programma trojan di installazione adeguato attraverso un file JAR. File exe aprono una backdoor che compromettere il computer. In origine, si è creduto che il malware potesse diffondersi solo su questi due sistemi operativi. Tuttavia, Symantec ha rilevato una serie di ulteriori mezzi di replica, come unità disco rimovibili, macchine virtuali e Windows Phone.

Un metodo è la possibilità di copiare se stesso e creare un file autorun.inf su un'unità disco rimovibile, un altro è quello di insinuarsi su una macchina virtuale VMware, e il modo finale è far cadere i moduli su un dispositivo Windows Mobile. Questo malware per la prima volta prende di mira le macchine virtuali, ma Symantec insiste sul fatto che questo non è dovuta a falle di sicurezza o vulnerabilità del software VMware sfruttate in sé, piuttosto il trojan Crisis sfrutta la forma di VM, che non è altro uno o più file sul disco di una macchina host.


Anche se la macchina virtuale non è in esecuzione, i file possono ancora essere montati o manipolati da codice dannoso. Takashi Katsuki scrive sul blog ufficiale di Symantec: "La minaccia ricerca l'immagine di una macchina virtuale VMware sul computer infetto e, se trova un immagine, la monta e poi si copia sulla stessa utilizzando uno strumento di VMware Player. Questo può essere il primo malware che tenta di diffondersi su una virtual machine". Symantec rileva il file JAR come Trojan.Maljava, la minaccia per Mac come OSX.Crisis, e la minaccia di Windows come W32.Crisis.

Crisis può anche attivare la webcam integrata e microfono per guardare e ascoltare, scattare screenshot istantanei di Safari e Firefox, registrare i tasti premuti, e rubare i contatti dalla rubrica della macchina. Tuttavia, vi è una buona notizia per gli utenti di dispositivi iOS e Android. Dato che usano il Remote Application Programming Interface (RAPI), questi sistemi non sono tenuti in ostaggio dalle vulnerabilità come i modelli di telefoni Windows.


"Questa variante Crisis non fa altro che, quando è eseguita su un sistema Windows, verranno montate tutte quelle immagini di unità virtuali che avete creato e poi farà una copia di quel sistema operativo all'interno del vostro sistema operativo. E' come se fosse un disco fisico come una chiavetta USB, e il malware si copia sul disco. Così, quando un utente infetto tenta di accedere a quelle immagini ancora una volta, il malware spierà senza che l'utente ne sia a conoscenza", scrive Lysa Myers sul blog di Intego.

Secondo Intego, che ha pubblicato una prima analisi Martedì a cui hanno fatto seguito ulteriori informazioni, il codice di Crisis si collega ad un software di una ditta italiana che vende un kit di strumenti di spionaggio per 245.000 dollari all'intelligence nazionale e alle forze dell'ordine. Intego ha definito Crisis come "una minaccia molto avanzata e completamente funzionale", in parte a causa del collegamento col codice del malware di origine con il software commerciale di spionaggio.



Come scrive Computer World, in una brochure di marketing [download PDF] della società italiana Hacking Team, il Remote Control System (RCS) viene descritto come "La suite di hacking per l'intercettazione del governo", che il software viene utilizzato in tutto il mondo, e si vanta che il software in grado di monitorare centinaia di migliaia di computer infetti o smartphone alla volta. Il software RCS è commercializzato dall'impresa italiana ed "è una soluzione progettata per eludere la crittografia per mezzo di un agent direttamente installato sul dispositivo per il monitoraggio".

Guarda caso, questa è una buona definizione di "malware", ed in particolare di rootkit. Se questa teoria è corretta, Crisis diventa dunque molto più pericoloso di Gauss, Mahdi, Stuxnet, Flame o Shamoon, il malware che sovrascrive il Master Boot Record. Perché mentre questi ultimi sembrano mirare al Medio Oriente, mentre Crisis non avrebbe un target geografico specifico. Il consiglio è quello di non installare il Flash Player mediante siti diversi da quello ufficiale di Adobe e di mantenere il software antivirus aggiornato alle ultime definizioni.

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