martedì 5 giugno 2012

Allineamenti celesti, terremoti e fine del mondo: bufale Web e Facebook


In occasione della scossa sismica di magnitudo 5.9 che ha sconvolto l’Emilia Romagna nello scorso 20 Maggio, qualcuno ha associato l’evento tellurico con l’eclissi anulare di Sole di qualche ora prima, suggerendo una possibile correlazione. Inoltre, l’imminente passaggio di Venere sul disco solare, prevista per oggi 5 giugno, ha scatenato una nuova teoria apocalittica, ancora una volta legata alla la fine del ciclo calendariale dei Maya e dunque ad una fine del mondo anticipata.

Nonostante la scienza abbia compiuto enormi passi in avanti nella conoscenza, sono ancora molte le credenze che gli esperti di Meteo Web osano definire "medievali", riguardanti questi fenomeni. Un tempo le eclissi di Luna, ma anche il passaggio di comete, i transiti o le esplosioni di supernovae (esplosioni stellari), erano associati a presagi di sventure, calamità o a messaggi degli Dei.


In presenza di questi eventi si organizzavano riti durante i quali si effettuavano veri e propri sacrifici umani in onore del Dio locale. Ai giorni attuali, noi sappiamo che tutto ciò è pura follìa, e non possiamo commettere l’errore di credere in qualcosa in contrasto con le leggi scientifiche ormai assunte. Esistono molti casi in cui non è possibile spiegare un fenomeno attraverso procedimenti metodici e rigorosi, ma ne esistono tanti altri dove è vero l’esatto contrario.

Nel caso dell’eclissi anulare di Sole del 20 Maggio scorso, il nostro satellite naturale si è trovato alla massima distanza dalla Terra, motivo per il quale le sue dimensioni apparenti più ridotte non hanno permesso la copertura totale della nostra stella, lasciando intravedere un anello di fuoco nel cielo. La forza mareale in quel frangente era estremamente bassa, proprio per i motivi appena citati, di conseguenza è impossibile che l’eclissi abbia potuto scatenare il sisma.


Qualche giorno prima, il mondo è rimasto affascinato dalla superluna, termine comunemente utilizzato per definire il Perigeo Lunare. In quel frangente il nostro unico satellite naturale era alla minima distanza dalla Terra; le forze mareali in gioco erano estremamente più evidenti, tanto che in alcuni luoghi del mondo si sono verificate delle variazioni delle maree estremamente importanti. Era l’occasione giusta per scatenare scosse sismiche di una certa importanza, eppure non è accaduto nulla di rilevante.

La spiegazione sta nel fatto che i terremoti sono fenomeni endogeni, ossia interni alla Terra. Si verificano per il movimento della crosta terrestre, provocati dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo, e non sono influenzati dai corpi del sistema solare. Gli effetti mareali degli oggetti planetari sono troppo deboli per innescare un evento tellurico in piena regola, ed anzi, è assolutamente provato come producano energie troppo piccole per poterlo fare.


Oltretutto gli eventi sismici si ripresentano a cadenza giornaliera, per cui la probabilità che un evento tellurico si verifichi nello stesso istante di un fenomeno celeste, è elevatissima. Se poi considerassimo come lasso temporale i giorni adiacenti, allora è estremamente arduo non rilevare fenomeni sismici nei pressi del verificarsi di un fenomeno celeste. Un altro punto a sfavore della teoria dei terremoti planetari, è che le eclissi non sono visibili da tutto il globo, ma presentano un cono d’ombra.

Teoricamente il sisma dovrebbe verificarsi proprio in prossimità di quest’area dove la forza risultante dovrebbe sovrapporsi. Si è ipotizzato che differenze tra zona in ombra e zona illuminata provocano un forte squilibrio e fanno si che si crei il terremoto nelle immediate vicinanze del cono d’ombra. In realtà, non è mai stata trovata alcuna correlazione, tanto che l’eclissi del 20 Maggio si è verificata in altri luoghi del mondo rispetto all’Emilia Romagna e all’Italia e gli esempi presi come riferimento rappresentano solo una parte delle eclissi o degli allineamenti verificati.


Dal punto di vista scientifico, la forza di gravità dipende dal valore delle masse in gioco ed è inversamente proporzionale al quadrato della distanza che separa i due corpi. Quando si verifica un allineamento planetario, come il caso del transito di Venere sul Sole tra il 5-6 Giugno, dovrebbero verificarsi delle debolissime modificazioni all’equilibrio gravitazionale, dovute ad una sovrapposizione di forze. La scienza però non ha mai trovato una relazione causa-effetto in merito a questi fenomeni in relazione ai terremoti, per cui restano solo supposizioni non confermate dai dati.

Del resto, se considerassimo la massa di Venere in relazione alla sua distanza, ci accorgeremmo come l’influenza sarebbe a dir poco trascurabile. Oggi siamo a conoscenza che lo stress mareale è inversamente proporzionale al cubo della distanza, per cui sono calcoli ormai appurati che la scienza conosce e che non può trascurare. In passato il transito di Venere sul disco del Sole è stato osservato da innumerevoli esploratori che non hanno mai narrato di eventi sismici tali da causare tragedie ricordate nella storia.


E dopo il ritorno del vulcano sommerso Marsili, Alessandro Martelli, direttore del Centro Enea di Bologna ha parlato d'un possibile terremoto tra Calabria e Sicilia. "Un evento che prima o poi succederà. Anche se il poi potrebbe essere molto vicino". Una notizia che, dato l'eccessivo sensazionalismo, è molto "sventolata" su Web e Facebook, per accaparrarsi qualche visita e fan in più, gettando nel panico chi si affida esclusivamente a questo tipo di informazione senza cercare riscontri altrove. "Non è raro trovare, tra le vie dei comuni siciliani, gente seriamente preoccupata per questa possibile e vicina catastrofe", scrive Linkiesta.

Pare che Raffaele Bendandi, l'autore della teoria sui terremoti che lo scorso anno gettò nel panico Roma per un possibile sisma l'11 Maggio, abbia individuato correlazioni nell'origine cosmica degli eventi tellurici. Il sisma, tra Sicilia e Calabria, probabilmente ci sarà. Le zone in questione sono fortemente sismiche (sono attraversate da faglie) e hanno presentato, nei secoli, una ciclicità degli eventi tellurici che lascerebbe presagire una ripetizione proprio in questi decenni fra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI. Ma è un azzardo poter definire una data (che sia vicina o lontana) o associarlo ad un transito venusiano.

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