venerdì 15 aprile 2011

Bufala: "il 9 novembre 2011 l'asteroide 2005-YU55 colpirà la Terra"


Dopo le previsioni apocalittiche sul devastante terremoto che colpirà Roma l'11 maggio 2011, tocca adesso all'asteroide 2005-YU55 ad essere l'oggetto di una nuova bufala e diffusione di immotivato panico tra gli utenti di Facebook. “La fine del mondo si avvicina”, ormai è questa la frase che da qualche tempo fa “tremare” molti iscritti al social network: “il 9 novembre del 2011 un asteroide potrebbe schiantarsi contro il nostro Pianeta”. Le ultime notizie diffuse da astronomi e scienziati sono state assorbite dal popolo di Facebook in maniera del tutto storpiata, per volontà o per ignoranza. Infatti i 327.000 km della distanza del passaggio tra la Terra e la Luna sono stati ridotti a soli 327 kilometri, con, ovviamente connessa una catastrofe sulla Terra per questo asteroide di 400 metri di diametro in rotta verso il nostro pianeta. Gruppi e paura contro l'asteroide YU55 che arriverà ventotto minuti dopo la mezzanotte di mercoledì 9 novembre (ironia della sorte, proprio il giorno della caduta del Muro di Berlino), a circa 327 mila chilometri dal nostro pianeta. Battezzato 2005 Yu55, è un asteroide del diametro di circa 400 metri che nel prossimo novembre passerà molto vicino alla Terra senza che vi siano rischi di collisione, come ha spiegato l'Agenzia spaziale statunitense.


L'incontro sarà in effetti assai ravvicinato - 0,85 della distanza media fra Terra e Luna - senza tuttavia costituire un vero record: nel 1976 l'asteroide 2010 XC15 passò senza essere scoperto ad appena metà del raggio dell'orbita lunare, prima di essere rilevato l'anno scorso. La breve distanza dovrebbe permettere ai radar a terra di ottenere delle radio-immagini dell'asteroide con una risoluzione di 5 metri, molto più precisa che nel caso delle sonde orbitali utilizzate fino ad ora per le missioni di sorvolo asteroidale. L’asteroide di tipo C, anche se potenzialmente pericoloso, non comporta alcuna minaccia per la Terra per un’eventuale collisione nei prossimi cento anni, rassicura la Nasa. Tuttavia si tratta del maggiore avvicinamento al pianeta per un oggetto di cui si conosce in anticipo la traiettoria. L’asteroide in oggetto, quindi, stabilirà un record che sarà battuto solo nel 2028 quando un altro asteroide (2001 WN5) passerà a sole 0,6 distanze lunari, pari a 230 mila chilometri. Un rischio di collisione maggiore - ma sempre molto basso in termini assoluti - è quello rappresentato dall'asteroide Apophis, con il prossimo perigeo previsto il 13 aprile del 2036; tuttavia, i rischi di una collisione nei passaggi successivi rimangono e i dati raccolti nei prossimi anni serviranno a prevedere l'orbita dell'asteroide fino almeno al 2070.

http://www.guardian.co.uk/

Scoperto solo nel 2004, Apophis dovrebbe avvicinarsi alla Terra diverse volte fra il 2029 - quando passerà a poco più di 36mila chilometri, poco sopra la quota dei satelliti geostazionari e sarà quindi visibile a occhio nudo - e il 2036. Le osservazioni fin qui effettuate hanno permesso di stabilire che si tratta di una palla quasi sferica, con una superficie di colore molto scuro e un periodo di rotazione di circa 20 ore. Il rischio maggiore legato agli asteroidi è dato dal fatto che - non emettendo luce propria - sono rivelabili solo grazie alla loro albedo, in generale piuttosto bassa: questo permette loro di rimanere spesso inosservati fino a che non si trovano a distanze assai brevi su scala astronomica. Per gli scienziati del Minor Planet Center di Cambridge, in massachusett, che si occupano di catalogare e monitorare gli asteroidi che man mano vengono scoperti, i così detti Near-Earth Object (NEO), non c’è da preoccuparsi. Secondo quanto riportato nel sito Popular Science, gli scienziati sono tutt’altro che preoccupati, anzi sono felicemente frenetici nell’occasione che si presenta e sono pronti ad approfittarne per fotografare da vicino e studiare il corpo celeste per poterne ricostruire un modello tridimensionale per riuscire a calcolarne peso e densità in modo da realizzare un modello previsionale in grado di dire quando e con che traiettoria si riavvicinerà alla Terra.

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