sabato 18 dicembre 2010

Agcom fissa norme sul diritto d'autore, punire i provider e non gli utenti

Si annunciano tempi duri per i siti che a vario titolo favoriscono la pirateria di musica e film: l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, per la prima volta, un testo con norme per potenziare la tutela del copyright su internet, come richiesto dal decreto Romani sull'audiovisivo. L'intenzione di fondo del regolamento è già chiara: colpire con forza i siti ma non gli utenti internet.

Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il nuovo testo sulla tutela del diritto d'autore, colpendo non i singoli utenti che scaricano illegalmente ma il gestore del sito che consente il download. L'idea al momento è colpire con forza i siti e i servizi che agevolano, a vario titolo, la pirateria. Ma non gli utenti, che quindi non dovrebbero subire sanzioni o disconnessioni da internet per mano dell'Autorità (a differenza di quanto avviene in Francia con le norme Hadopi). Si può trattare dell'opera vera e propria (musica, film, spettacoli, partite o altro), disponibile in download o in streaming, o anche di un semplice link o indicizzazione del file pirata presente su altri siti. L'Agcom diventerebbe garante del funzionamento di un sistema che prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di materiale illegale da parte del titolare del diritto o copyright, la segnalazione all'Autorità della mancata rimozione dei contenuti dopo 48 ore dalla richiesta, la verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contraddittorio con le parti e l'ordine di rimozione qualora risulti illegittima la pubblicazione di contenuti coperti da copyright. Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997. L'Agcom ha previsto la rimozione selettiva nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d'autore e siano collocati sul territorio italiano. I siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d'autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, potrebbero andare incontro a due diversi scenari.


Uno consiste nella predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider. Il secondo nell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP. Il presidente Corrado Calabrò ha spiegato che "le soluzioni che abbiamo previsto rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti". E ha assicurato che "non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la "quinta libertà" il cui sviluppo va considerato prioritario". "Agcom corregge la rotta sul diritto di autore". Lo dichiara il responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. "Dalle anticipazioni sembra infatti che la bozza di normativa assai punitiva, circolata fin qui, sia stata sostanzialmente corretta. E' positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale", prosegue il responsabile del forum comunicazioni del Pd. Applaude anche Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana): "Lo sviluppo dei contenuti digitali sta vivendo in Italia un momento particolarmente delicato. E' quindi molto importante l'iniziativa di Agcom per contrastare i siti pirata sostenendo così la crescita dell'offerta legale". Il documento in formato .PDF è disponibile qui.

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