lunedì 23 agosto 2010

La tassa fantasma: occhio alle mail truffa che asta girando su Internet


La truffa telematica più conosciuta è la cosiddetta truffa alla Nigeriana. Il malcapitato abbocca, allettato dal prezzo super conveniente, manda l'acconto o magari paga tutto e la merce non arriva mai. Funziona con i cellulari e i personal computer, ma l'imbroglio spazia tra auto usate, affitto di appartamenti o di barche per la crociera estiva, e persino con gli animali da compagnia. 

Se siete voi che volete vendere qualcosa, un pc, un'auto, e mettete l'annuncio su uno dei siti più famosi, ebay, subito.it., potrebbe arrivarvi la mail di un signore belga, tale Sven Vlietinck, che dice di lavorare temporaneamente all'estero, in Costa d'Avorio, ma che tra qualche mese se ne tornerà a casa. La mail è scritta in buon inglese, ma ormai viene usato bene anche l'italiano che, fino a un po' di tempo era disastroso per via del traduttore automatico ed era più difficile convincere il malcapitato. Vi chiede l'Iban per farvi il bonifico e poi vi spiega che la legge lì in Africa è molto severa sui trasferimenti di denaro, insomma lui vi fa il bonifico ma c'è una tassa da pagare.


Se l'auto costa 3500 euro, la tassa è di 325 euro ma i soldi ce li mette tutti lui: il suo bonifico a vostro favore sarà di 3825 euro. Per incassarlo dovrete solo anticipare alla sua banca i 325 euro di tassa africana. Lui vi manda tutto: gli estremi del bonifico, la sua carta d'identità e pure la carta d'identità dell'intermediario della banca, al secolo Ange Franck Coulibaly, compreso il sito internet della banca Bceao dove potrete leggere e controllare tutto quanto. 

Se pagate, direte addio ai 325 euro. Infatti si scopre che la sua banca non esiste, che il server da cui parte la posta a voi inviata è in Germania e non in Costa d'Avorio, e che non siete i primi ad essere stati ingannati. Andrea Rossi, primo dirigente della Polizia postale del Lazio, rivela delle cifre: negli ultimi sei mesi nella “rete” sono caduti solo a Roma e provincia in 450, e 360 mila euro è il bottino. In media hanno perso 800 euro a testa. E senza calcolare quelli che la denuncia, per vergogna o per chissà quale altro motivo, non l'hanno presentata.

Fonte: Il Messaggero

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