martedì 3 agosto 2010

Jailbreaking all’iPhone: legale ma pericoloso per i pc

In seguito all'annuncio che negli Stati Uniti il jailbreaking dell’iPhone non è più illegale, una campagna di diffusione di malware ha preso il via, confermando che ai cybercriminali non manca mai l’immaginazione. L'Ufficio federale del diritto d'autore ha rivisto la legge sul copyright e proprietà intellettuale. Questo organismo, che dipende dalla biblioteca del Congresso, ha segnalato in un comunicato stampa che gli utenti di telefoni cellulari potranno disattivare le funzioni di sicurezza dei propri dispositivi, al fine di installare le loro applicazioni preferite, a patto che siano scaricate legalmente. Questa operazione è conosciuta sotto il nome di "jailbreaking" o "sblocco".



E BitDefender®, noto produttore di innovative soluzioni di sicurezza anti-malware, mette in guarda i fan degli iPhone “craccati”, contro una campagna di diffusione di malware che ha preso il via dopo l’annuncio che negli Stati Uniti il jailbreaking dell’iPhone non è più illegale, e che conferma che ai cybercriminali non manca mai l’immaginazione. I proprietari di iPhone sono un pò più vicini ad avere il controllo totale dei propri congegni, dopo che, lunedì 26 luglio, gli Stati Uniti hanno dichiarato legale la pratica del “jailbreaking”. Questo significa che chiunque può craccare o sbloccare qualsiasi cellulare senza rischiare azioni legali. Ciò nonostante, chi volesse sbloccare un iPhone deve comunque stare attento al software che scarica per quest’operazione, perché i cybercriminali non dormono mai. La truffa funziona in questo mdo: si riceve una mail che annuncia una nuova applicazione per sbloccare l’iPhone.


L’unica cosa da fare è seguire un link che reindirizzerà alla pagina web del software desiderato. Se si segue la traccia e si clicca sul link, un file .exe cerca di essere scaricato sul computer. Una volta salvato e messo in moto, l’eseguibile apre la strada ad un bel Trojan. Identificato da BitDefender come Trojan.Generic.3010833, questo malware è un keylogger che trasmette ogni cosa che l’utente scrive sul computer ad un indirizzo email specifico, in questo caso a directory[REMOVED]@hotmail.com.


Installare il software “spacciato” come indispensabile nell’operazione di jailbreaking significa mettere a repentaglio ad esempio la cronologia internet, gli username e password, informazioni sui conti bancari ma anche eventuali username e pwd di accesso a Ebay o siti di Ecommerce. Il consiglio è evitare di cliccare link all’interno di email che provengono sconosciuti e disporre di una soluzione antimalware. Qualora si voglia effettuare a tutti i costi l’operazione di jailbreaking dell’iPhone si invita a fare affidamento solamente a siti conosciuti. Inoltre, il sito di BitDefender www.malwarecity.com consente agli utenti, gratuitamente, di rimanere aggiornati e combattare le minacce quotidiane provenienti dal malware.

Fonte: http://news.bitdefender.com/
Tags: Apple, Cracking, Rootkit, Trojan

Nessun commento:

Posta un commento