venerdì 18 giugno 2010

Lettera aperta di EFF a Facebook: necessario migliore controllo su privacy


L'Electronic Frontier Foundation (EFF - organizzazione internazionale rivolta alla tutela dei diritti digitali nel contesto web), l'ACLU della Northern California e una coalizione di gruppi per la difesa della privacy hanno deciso di sollecitare Facebook per dare agli utenti il reale controllo sui loro dati personali, definendo sei passaggi fondamentali per proteggere le informazioni dei membri del social network. In una lettera aperta inviata mercoledi scorso al CEO Mark Zuckerberg, la coalizione chiede a Facebook di chiudere il suo "application gap", consentendo agli utenti di decidere quali applicazioni possono accedere ai loro dati personali.

Il gruppo ha chiesto inoltre a Facebook, tra le altre misure, di rendere la "istant personalization" (personalizzazione istantanea) disattivata di default e l'uso di una connessione HTTPS per tutte le interazioni.

«Facebook continua a spingere i propri utenti sempre più ad una condivisione pubblica, condivisione che non è chiara a tutti i membri, che invece desiderano comprendere appieno», scrive in un post su EFF Kevin Bankston, rappresentante legale di Electronic Frontier Foundation, commentando la recente lettera aperta inviata al CEO. «Stiamo chiedendo a Mark Zuckerberg e di rispettare gli iscritti al suo social network e di dar loro le informazioni e gli strumenti necessari per il vero controllo sui loro dati personali». In particolare le misure includono:
  • modificare la "personalizzazione istantanea" da opt-in" in "opt-out" di default:
  • non conservare i dati specifici dei visitatori sui siti di terze parti che incorporano plugin sociale di Facebook "like"
  • fornire agli utenti il controllo su ogni singola informazione che vogliono condividere, compreso il nome, il sesso, l'immagine del profilo e le reti sociali;
  • offrire connessioni HTTPS criptate per tutte le interazioni;
  • quando si decide di lasciare il social network, cancellazione completa dei propri dati personali;
  • fornire agli utenti semplici strumenti per esportare i loro contenuti caricati su un altro social network.
Facebook ha dovuto affrontare ad aprile una tempesta di critiche, quando ha apportato modifiche radicali della sua politica sulla privacy. Tra le varie modifiche vi è stato il lancio del controverso servizio di "personalizzazione istantanea", e la semplificazione delle impostazioni sulla privacy, così da non costringere più gli utenti a districarsi in un labirinto di impostazioni per effettuare la scelta sulla condivisione dei propri dati personali, resi pubblici di default. Facebook ha apportato a maggio alcune migliorie importanti sulla privacy, ma gli aspetti chiave di controllo utente non sono stati coperti dai cambiamenti.


«I fornitori dei servizi di social media sono in una posizione predominante e devono dar la possibilità ai loro utenti di scegliere cosa condividere delle proprie comunicazioni, conversazioni e delle connessioni con i propri cari, parenti e amici», ha detto l'avvocato dello staff di EFF Kurt Opsahl. «Si tratta di informazioni estremamente sensibili e i servizi di social networking devono assicurare agli utenti un pieno controllo sulla propria privacy». In seguito alla protesta pubblica contro le revisioni di Facebook sulla privacy, EFF ha pubblicato una Carta dei Diritti sulla privacy per gli utenti di Facebook, sostenendo che tutti gli utenti del social network hanno il diritto di conoscere in maniera chiara il loro livello di privacy, di esercitare il controllo sui loro dati e sulla loro divulgazione.

I diritti degli utenti della rete sociale sono in discussione questa settimana anche al Center for Democracy e Technology di San Jose. Oltre ad EFF, all'ACLU della Northern California e al Center for Democracy and Technology, altri gruppi hanno firmato la lettera aperta, tra i quali Center for Digital Democracy, Consumer Action, Consumer Watchdog, Privacy Lives, e la Privacy Rights Clearinghouse.

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