mercoledì 26 maggio 2010

Mark Zuckerberg annuncia modifiche alle impostazioni sulla privacy


Mark Zuckerberg ha utilizzato la pagina ufficiale di Facebook per comunicare agli iscritti al social network in blu l'annuncio pubblicato sul Washington Post e cercare così di rassicurare i facebookers sulle nuove impostazioni della privacy. A scatenare la bufera era stata la notizia che Facebook forniva lo username e la localizzazione di chi cliccava sugli annunci pubblicitari. La reazione degli internauti non si è fatta attendere e il 31 maggio prossimo è stata proclamata la giornata della cancellazione generale dal social network

«So che abbiamo fatto un pacchetto di errori, ma la mia speranza dopo tutto questo è che il nostro servizio migliori, che la gente capisca che le nostre intenzioni erano buone e che noi reagiamo di fronte alle reazioni della gente per la quale lavoriamo», ha ammesso Zuckerberg in una mail al blogger Robert Scoble. Da alcune settimane infatti si e' scatenate un'offensiva senza precedenti nel nome della privacy. Blog e giornali hanno segnalato le conseguenze delle novita' introdotte dal fondatore Mark Zuckerberg e, in particolare, il cosiddetto pulsante Like ed il protocollo Open Graph, inserite di default per alcuni Microsoft Docs.com, Pandora e Yelp

«A volte ci siamo mossi troppo in fretta - scrive sul Washington Post Mark Zuckerberg - e stiamo dando risposta alle preoccupazioni piu' recenti, in particolare alla richiesta da parte degli utenti di avere una gestione piu' facile delle informazioni che li riguardano». «Sei anni fa, abbiamo realizzato Facebook basandoci su alcune semplici idee. La gente vuole condividere e rimanere in contatto con i loro amici e le persone intorno a loro - continua Zuckerberg -. Se diamo il controllo su ciò che le persone condividono, queste vorranno condividere di più. Se le persone condividono di più, il mondo diventerà più aperto e connesso. E un mondo che è più aperto e connesso è un mondo migliore. Questi sono ancora oggi i nostri principi fondamentali».

«Facebook sta crescendo rapidamente. È diventata una comunità di oltre 400 milioni di persone in pochi anni - continua Zuckerberg -. E' una sfida riuscire a soddisfare tanta gente per tutto questo tempo, per cui ci muoviamo rapidamente per servire la comunità con nuovi modi di connettersi con il web sociale e gli altri. A volte ci si sposta troppo velocemente - e dopo aver ascoltato le preoccupazioni recenti, stiamo rispondendo». La presunta violazione della privacy consiste nel fatto che i dati personali impostati dall'utente nel proprio profilo su Facebook vengono condivisi con questi siti partner che offrono una navigazione personalizzata. Per eliminarla occorre andare sulle impostazioni di privacy e compiere una serie di passaggi.


«Una rete come la nostra facilita la condivisione e l'innovazione, e noi cerchiamo di offrire il controllo e la scelta delle impostazioni più opportune, rendendo questa esperienza facile per tutti. Ma molta gente desidera un controllo sulle proprie informazioni più semplificato. In poche parole, molti di voi hanno pensato che i nostri controlli sono troppo complessi. La nostra intenzione era di dare un capillare controllo delle informazioni, ma probabilmente ciò non è stato quello che molti di voi desideravano.Questi problemi sorgono ogni volta che effettuiamo delle modifiche, ma noi cerchiamo di applicare le lezioni che abbiamo imparato lungo il nostro cammino. 

Abbiamo ascoltato i vostri feedback e nelle prossime settimane, aggiungeremo controlli sulla privacy più semplici da utilizzare. Noi vi daremo anche un modo semplice per disattivare tutti i servizi offerte da terze parti. Stiamo lavorando per apportare queste modifiche nel più breve tempo possibile. Ci auguriamo che sarete soddisfatti del risultato del nostro lavoro e, come sempre, saremo desiderosi di ricevere i vostri commenti». Continua ancora nel suo post: 

«Abbiamo anche sentito che alcune persone preoccupate che non capiscono come le loro informazioni personali vengono utilizzate. Vorrei precisare che molti utenti scelgono di rendere alcune delle loro informazioni visibili a tutti, in maniera tale che i loro conoscenti possano trovarli sul social network. Facebook offre già i controlli per limitare la visibilità di tali informazioni e abbiamo intenzione di renderli ancora migliori». Per rispondere alle analisi critiche dei principali quotidiani americani, secondo le quali l'obiettivo del social network è avere nuove informazioni sulle abitudini di navigazione degli utenti da rivendere agli inserzionisti, qui di seguito riportiamo le rassicurazioni del suo fondatore e dunque i principi sui quali opera Facebook:
  • Gli utenti hanno il controllo su come le informazioni vengono condivise.
  • Facebook non condivide le informazioni personali con le persone o servizi che non desiderate.
  • La piattaforma non fornisce agli inserzionisti pubblicitari l'accesso alle vostre informazioni personali.
  • Facebook non vende le vostre informazioni a nessuno e non lo farà mai.
  • Facebook sarà sempre un servizio gratuito per tutti.
  • Facebook verrà incontro alle vostre esigenze, ascoltando le vostre preoccupazioni e continuando ad avere un dialogo con tutti gli utenti.  
  • Il social network continuerà a fornire il potere di condivisione ai suoi utenti, rendendo al tempo stesso il mondo più aperto e connesso.
Facebook si è evoluto da un progetto semplice per studenti universitari ad una rete sociale globale che collega milioni di persone ed è entrato nelle nostre vite silenziosamente. Un invito via mail, una foto taggata da un amico, la cena organizzata con i compagni di classe, le uscite con gli amici. Da circa due anni fa è diventato un fenomeno. Secondo voci ben informate la lettera pubblicata sul Washington Post giunge anche a seguito di dissidi all'interno della societa'. Come ha scritto il Wall Street Journal, dentro Facebook non tutti la pensano come l'amministratore delegato, Mark Zuckerberg, che a piu' riprese ha detto che la privacy, nell'era del social networking, muta di significato. Via: Washington Post

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