lunedì 14 dicembre 2009

I malware sul web mettono in imbarazzo anche gli utenti più esperti


Prima, ad essere presi di mira, erano soprattutto software e hard disk. Nell’era del Web 2.0. i virus si insinuano anche nei rapporti sociali, e spiega il New York Times, il problema più grosso dei malware è la capacità di violare i siti di condivisione come Facebook e Twitter e non in ultimo Msn. L’obiettivo degli spammer è puramente commerciale, perché dietro le e-mail inviate si nascondono link per siti di vendita on-line. Anche se sono comunemente denominati virus o worm, le nuove forme di trasmissione di programmi maligni non rientrano tecnicamente in tali categorie. 

Il virus si installa in due modi: dopo aver cliccato su un link a rischio, ignari del pericolo (vedi molti dei gruppi e pagine bufala su Facebook creati ad hoc), o facendo breccia nelle password scelte dagli utenti, spesso troppo vulnerabili. La novità, rispetto al vecchio spam via mail, è che i malware trasmessi dai social network sono più difficili da individuare e fermare. Secondo l’agenzia di sicurezza Web Sophos, il 21% degli utenti è stato raggiunto da messaggi indesiderati e i russi di Kaspersky Labs dicono che ogni 500 links postati di Twitter c’è n’è uno a rischio. 

Questi programmi maligni, inoltre, potrebbero anche mettere a repentaglio le amicizie dell'utente ignaro, che diffonde inconsapevolmente mail spam a tutti i contatti della sua rubrica. In Italia il fenomeno è all’inizio, negli Stati Uniti è ormai una piaga. «Mi chiedo cosa pensi di me la gente» dice al quotidiano newyorkese Matt Marquess, impiegato di San Francisco, quando il cui account twitter ha iniziato improvvisamente a bombardare gli amici con offerte di Victoria’s Secret, il marchio di abbigliamento femminile noto per la lingerie sexy. Matt non si era accorto di nulla finchè gli amici gli hanno fatto notare il problema. 

Gli attacchi di social networking non risparmiano nemmeno i più esperti. Due settimane fa, Rainey Lee, direttore del Pew Internet and American Life Project, un gruppo di ricerca no-profit, accidentalmente ha inviato a decine di suoi seguaci su Twitter, un link col seguente messaggio: "Hi, is this you? LOL." ("Ciao, ci sei? LOL."). Alcune persone hanno effettivamente fatto clic e lui è rimasto imbarazzato per il tipo di messaggio usato per comunicare. Via: New York Times

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